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Bob Liuzzo

CATANIA: Un simbolo che nessuno ha chiesto ma del quale non significa non ve ne fosse la necessità.

 

Esiste un confine nebbioso che porta spesso ad associare design e arte con un’etichetta comune, senza capire che, per chi si occupa di design, l’arte rappresenta uno (s)piacevole incidente di percorso. Il design, infatti, è uno strumento che poco o nulla ha a che vedere con la creatività o con l’espressione artistico-emotiva del singolo, ma va sempre al servizio di terzi. Il design “nasce” tale, mentre l’arte “diventa”.

In questo articolo parleremo del simbolo indipendente della città di Catania meglio conosciuto come “Catania Project” e vincitore di un WOLDA (Worldwide Logo Design Award), sperando che possa far capire come opera il visual design nel costruire sistemi di comunicazione che possano unire tramite le immagini e non dividere con le parole.

catania

Questo simbolo non è un logo e non ha un committente ma nasce per identificare la città metropolitana di Catania in modo universale, non attraverso un monumento o un riferimento artificiale, ma tramite ciò che è la sua vera essenza.

Tre semplici linee e colori che, se correttamente decodificati, scompaiono per divenire Etna, lava e mare. Elementi unici e universali di questa metropoli mediterranea che la distinguono realmente dalle altre e che non servono unicamente per attrarre il turista ma per comunicarne la sua vera essenza. Il simbolo indipendente di Catania, premiato a livello mondiale, è un glitch nel sistema: nasce dal basso, non è stato commissionato da un’amministrazione comunale ma è stato compreso e voluto dalle persone e delle aziende che lo stanno scegliendo per comunicare il loro forte legame con il territorio, diventando così sneakers, magliette, murales o etichetta di birra.

 

Metodologia progettuale alla base del Simbolo indipendente di Catania

 

Il simbolo nasce dalla ricerca. Catania, come tutte le città del sud Italia, ha un esubero di simboli architettonici, gastronomici e storici, come, ad esempio, il Liotro, la statua dell’elefante simbolo per eccellenza della città, o la patrona S.Agata, protagonista di una delle feste religiose e folkloristiche più famose al mondo.

Tuttavia, le statue possono essere abbattute e le religioni si evolvono. Il simbolo di Catania, invece, mostra le uniche icone che nessuno potrà mai rimuovere e che, al contrario, potranno essere loro stesse artefici della distruzione del concetto stesso di Catania così come ne sono state le creatrici: l’Etna, il vulcano attivo più alto d’Europa, e il mare.

Nel design, gli uomini creano i simboli che, a loro volta, creeranno gli uomini. Tutti noi siamo figli di un mondo che ha determinate simbologie che quello dei nostri antenati non possedeva (la svastica, il marchio Nike, le squadre sportive, etc.). Il Simbolo indipendente di Catania, invece, nasce per essere senza tempo, unendo passato, presente e futuro.

 

Simbolo Indipendente di Catania - Applicazioni Brand

 

Se tra 100 anni gli alieni spazzeranno via l’umanità per abitare il pianeta terra costruendo una nuova società, potranno tenersi questo simbolo così com’è se decideranno di abitare in quella che una volta era l’area metropolitana di Catania ormai rasa al suolo ma sempre dominata da mare e vulcano.

 

Ultimo, ma non per importanza, Il simbolo indipendente di Catania nasce dalla voglia di scappare dallo stereotipo della Sicilia, dalla macchietta di terra arida e di mare per comunicare che Catania è una città moderna, piena di aziende e di rivoluzioni culturali, dove per andare al mare devi prendere la metropolitana come a Coney Island, dove non troverai le donne anziane vestite di nero che recitano il rosario ma giovani alla moda e dove, oltre ai fichi d’india e ai limoni, troverai palazzi in vetro e metallo e graffiti a decorarne le pareti. Perché questo simbolo non solo è l’essenza di Catania ma urla in modo chiaro: “Catania non è in Sicilia” (o almeno non quella che il governo e i film ti hanno venduto).

Arte? No grazie, troppe responsabilità. Meglio che rimanga solo design.

 

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