Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Christian Marinotti

Esistono ancora i collezionisti oggi? Lancio subito la mia provocazione e rispondo: no! Si possono mai collezionare azioni e obbligazioni? Certo che no, tutt’al più si posseggono. E questo vale anche per le opere d’arte. Possederne tante, anche in numero spropositato, non fa del proprietario di esse un collezionista. Non è la quantità di denaro investito che conferisce la qualifica di collezionista, al massimo attribuisce quella di ricchezza. La patente di collezionista dipende esclusivamente dalla motivazione sottesa all’acquisto di un’opera d’arte.

Di recente ho cenato con un imprenditore molto facoltoso che sciorinava con orgoglio gli artisti della sua scuderia (eh sì, non le opere della sua collezione) come fossero i nomi di Corporation emittenti di vantaggiosi strumenti finanziari: Rothko, Basquiat, Rothko, e poi Fontana, quattro tagli e sei buchi… In poco più di trenta secondi ha messo sul tavolo almeno cento milioni di imponibile di sole opere d’arte, senza conoscere né la Rothko Chappel di Houston, né i principi dello Spazialismo. Certo, per acquistare un dipinto o una scultura non bisogna sostenere un esame di storia dell’arte, tuttavia, allo stesso modo, quell’acquisto non è sufficiente per promuovere alcuno al rango di collezionista.

Ciò che spinge il collezionista autentico nella sua acquisizione di un’opera non è la bontà dell’investimento finanziario, né l’ottenimento di indulgenze per un posto nella società che conta, né il vanto suscitato dallo stupore altrui per tanto patrimonio. E cosa allora? Non è semplice da descrivere, poiché fa parte della dimensione spirituale o, se preferite, immateriale di ciascuno: potrei azzardare dicendo la fascinazione estetica e per alcuni anche e soprattutto la ricerca del senso, accogliendo in loro la capacità dell’arte di sbloccare la mente, di aprire il pensiero all’interpretazione dei fatti e delle cose del mondo, così come di interrogarsi dell’ignoto e del mistero della vita, insomma di “schiudere prospettive inattese”.

 

collezionista
Cornelis de Baellieur, Interior of a Collectors Gallery of Paintings and Objets d’Art, 1637.

 

 

Per leggere l’articolo completo, abbonati ad ArteIn.

Ti potrebbe interessare
ArteIN è un marchio di Napoleon srl, sede legale Via Aurelio Saffi 15, 25121 Brescia. Redazione: Via Giuseppe Di Vittorio 307 Sesto San Giovanni (Milano). PI/CF 04127660985. REA BS-590549. – Privacy PolicyCookie Policy