Nato a Londra come spazio espositivo indipendente, FRENCH PLACE approda a Milano come proto-istituzione tra fondazione e galleria, costruendo un modello circolare in cui mostre, residenze e programma pubblico convergono in una costellazione di voci. Corale ne è il primo capito.
Fruibile dal 29 gennaio al 28 febbraio 2026, il progetto curatoriale che riunisce le opere di Xolo Cuintle, Nina Davies, Anna De Castro Barbosa, Francesca Frigerio, Steph Huang, Cecilia Mentasti, Mountaincutters, Matthias Odin, Marco Siciliano, Riley Tu, Gaspar Willmann, Rafał Zajko e Luis Enrique Zela-Koort è insieme dichiarazione d’intenti e dispositivo critico che pone al centro la necessità di una comunità in relazione che esercita “una presa di responsabilità collettiva sul piano culturale”.
L’impianto concettuale trae ispirazione da When I Sing, the Mountains Dance di Irene Solà, romanzo in cui voci umane e non umane si intrecciano, sviluppando una narrazione frammentata ma coesa. Una fragile armonia che risuona con il right to opacity formulato da Édouard Glissant. L’opacità che permette alle singolarità di entrare in relazione diviene tema centrale del racconto milanese, dove le pratiche artistiche generano una polifonia caratterizzata dalla necessità di non avere nessuna estetica comune, nessun medium dominante, ma una risonanza simultanea e condivisa, in dialogo con lo spazio espositivo.
In parallelo, FRENCH PLACE inaugura il proprio programma video con due opere di Riley Tu, dedicate alle politiche del corpo negli spazi digitali, e avvia la prima residenza d’artista con Matthias Odin, segnando l’inizio di un percorso che ribadisce la centralità del processo e della ricerca.
CORALE
29 gennaio 2026 – 28 febbraio 20266
FRENCH PLACE, Via Carlo Goldoni 64 Milano
www.frenchplace.art
@french__place
Immagine di copertina: CORALE, courtesy of FRENCH PLACE, ph Francesco Paleari
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