“Il mio obiettivo è indossare il mondo come una seconda pelle… e se domani dovesse scomparire il sistema dell’arte con i suoi musei, i suoi curatori, le sue mostre… io, seppur addolorato, andrei oltre con i miei progetti che ormai popolano il pianeta”.
Giuseppe Stampone, artista di fama internazionale interpreta l’arte come strumento di educazione e di comunicazione per far sì che quella frase retorica l’arte salverà il mondo, ripetuta all’infinito da personaggi che forse neanche ci credono, abbia invece un significato concreto.
Stampone vive tra Teramo, Bruxelles e Roma, la sua produzione artistica passa dalle installazioni multimediali, ai video fino ai famosissimi disegni realizzati con la penna Bic, tanto famosi che la Bic gli ha dedicato un colore personale: il Blu Stampone. Con l’uso sapiente dell’inchiostro Stampone, stratificazione dopo stratificazione, restituisce allo spettatore una densità visiva e concettuale, cosa che lo rende unico nel panorama dell’arte contemporanea.
Giuseppe si è trovato fin da bambino a fare i conti con esperienze linguistiche diverse che gli hanno creato un trauma espressivo. L’alfabeto lo spiazzava: la ‘C’ di casa non aveva significato per lui, nato a Cluses in Francia, la casa era maison. Questa situazione frustrante l’ha portato, in età adulta, a coniare un nuovo Abecedario, stabilendo residenze in giro per il mondo e facendo sua la cultura dei Paesi visitati.
Così ha riformulato l’espressione linguistica, attribuendo a ogni lettera dell’alfabeto una parola e un’immagine diversa a seconda della lingua e della cultura del posto, creando discordanze e cortocircuiti ironici tra l’uso dell’immagine e la parte lessicale. Da qui le famose Mappe, che non sono geografiche ma Emozionali, Mappe fatte di pensieri, sentimenti, tradizioni e storia delle persone del luogo. Un lavoro che l’artista pone come condizione primaria, con grande umanità si avvicina alle persone per decifrare quali siano i loro desideri, le aspirazioni, i pensieri, le necessità e i disagi.
La sua dirompente creatività lo spinge a sviluppare sempre nuovi progetti: dal 2002 condivide con la sua compagna e artista Maria Crispal i progetti Global Education e Solstizio Project, nati dalla creazione di un nuovo network. Solstizio Project, in particolare, è stato realizzato insieme all’Unione Europea e esportato in diversi Paesi del mondo.
Giuseppe Stampone è fortemente impegnato socialmente, nelle sue opere affronta temi d’attualità che lo coinvolgono umanamente: la povertà, la tragedia dei migranti, il problema idrico, le guerre, problemi globali che coinvolgono tutto il pianeta. Spesso per far ciò reinterpreta dipinti storici rivisitandoli in chiave contemporanea e riempendoli con le sue iconiche stratificazioni di biro in blu, nero e rosso.

Attraverso le Mappe, L’Abecedario, e le Guide Turistiche tenta una battaglia per una educazione globale, ribellandosi alle imposizioni precostituite dal nostro sistema.
Da apprezzare particolarmente il coinvolgimento di altri artisti nel suo lavoro, cosa che gli ha consentito di restituire una visione più ampia delle problematiche sociali: nel 2018 fece una straordinaria mostra al CIAC di Foligno Perché il cielo è di tutti e la terra no? Tema sul crinale del polemico e del filosofico con chiara ispirazione alla filastrocca di Giovanni Rodari Il cielo è di tutti. Invitò a partecipare alla mostra numerosi artisti che nell’unione d’intenti son riusciti a creare un discorso unico con sfaccettature e punti di vista diversi.
L’artista ha prestato sempre molta attenzione anche ai problemi dell’infanzia: ai bambini ha dedicato dei corsi specifici di Arte del Riciclaggio e di Educazione Ambientale. Opere con questo tema sono state protagoniste nei più importanti musei e manifestazioni dalla Biennale di Venezia a quella di Gwangju, dalla Gam di Bergamo al Maxxi di Roma.

Significativa una sua installazione volta a salvaguardare le risorse idriche, dove è riuscito a coinvolgere quaranta comuni, centomila bambini e più di cinquecento scuole: nella piazza centrale di Teramo, sotto l’enorme scritta Acquerelli per Salvare la Vita, i bambini coinvolti versavano l’acqua da bottiglie di plastica, fino a creare un corso d’acqua e sentirne il gorgoglìo; ma la cosa più bella era che se mancava un solo bambino l’installazione non si accendeva: ogni bambino è unico, è come un’opera d’arte, e se ne manca uno o peggio se ne muore uno, noi ce ne vogliamo accorgere.
Stampone porta bellezza nella contemporaneità con passione, grande capacità creativa e partecipazione umana.
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