La dimensione relazionale del tempo di Ludovica Carbotta e Jacopo Benassi a PALAZZOIRREALE

Frammenti di durata, exhibition view, PALAZZOIRREALE, Canelli, 2026, ph. Francesca Cirilli
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Nella cornice collinare di Canelli, nel cuore della tradizione vinicola della cantina Bosca, una villa di inizio Novecento acquista nuova vita come sede di arte e cultura con il nome di PALAZZOIRREALE, un progetto di Polina Bosca e Fondazione Bosca ETS, dedicato alla valorizzazione del complesso liberty e delle Cattedrali Sotterranee, riconosciute Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO.

Fino al 25 ottobre 2026, PALAZZOIRREALE accoglie gli interventi site-specific di Ludovica Carbotta e Jacopo Benassi nel progetto Frammenti di durata, a cura di Maria Chiara Valacchi. 

Seppur impegnati in due pratiche diverse, Carbotta e Benassi convergono in questa occasione sul tema del tempo, inteso come forza trasformatrice e rivelatrice, un tempo che non si limita a scorrere, ma che contamina inesorabilmente tutto ciò che incontra, compresi ambienti, relazioni e tradizioni. 

Considerando la cornice in cui il progetto nasce, ossia la secolare tradizione della cantina Bosca, l’esposizione confluisce in un tentativo di ricordare l’importanza di difendere i propri valori dallo scorrere impetuoso del tempo, ed essere al contempo capaci di evolversi senza dimenticare le proprie origini.

Ludovica Carbotta racconta questa duplice faccia dell’energia trasformativa attraverso l’installazione Die Telamon, un nucleo di tre opere scultoree ispirato alla figura dei Telamoni. Le mitologiche figure deputate a elementi di congiunzione architettonica, diventano metafora del necessario accordo tra ambiente e opera e tra fruitore e ambiente. 

Da sempre interessata al legame, spesso conflittuale, tra uomo e natura e all’evoluzione urbanistica, Carbotta libera le figure antropomorfe della tradizione architettonica dalla staticità austera che le caratterizza, trasformandole in un’estensione del luogo, anch’esso destinato a modificarsi nel tempo.

Nel mettere in atto tale potere trasformativo, l’artista apre uno spazio di riflessione sulla dinastia Bosca, sull’eredità famigliare e sul passaggio da una gestione patriarcale a una matriarcale, diretta da Polina, Pia e Luigi Bosca, sesta generazione della famiglia. L’installazione Fausto Telamon (2020-2026), dove “Telamon” diventa ironicamente il cognome dei personaggi della serie, offre così l’occasione per ragionare sulle tradizioni che mutano, sull’istituzione familiare, sull’evoluzione e sui frammenti di passato che restano e gettano le basi per il futuro. 

Parallelamente, Jacopo Benassi racconta il passaggio del tempo attraverso la performance Rivoluzione (musica analfabeta) concepita ed eseguita in condivisione con il musicista Michele Lombardelli. Attraverso un tappeto sonoro, definito da strumenti a fiato il cui suono è modificato mediante filtri elettronici, Benassi mette in scena un susseguirsi di eventi e ritmi mutevoli, non cristallizzabili e non riproducibili. L’imprevedibilità di cui la performance si dota, dovuta al movimento spontaneo dell’artista e delle reazioni diversificate del pubblico, offrono l’occasione di confrontarsi con la non-riproducibilità dell’opera d’arte, che si sottrae alla cristallizzazione ridefinendosi ogni qual volta viene riproposta in sedi diverse.

Ciò che Benassi attua è dunque una reale Rivoluzione, intesa nel suo significato originario, dal latino revolvere, di “girare intorno”, “ricominciare”. Il tempo viene dunque concepito, ancora una volta, come un moto rivoluzionario, che trova nei ritmi ciclici della natura il proprio modello. Da qui spiegato il titolo scelto per l’esposizione, Frammenti di durata, indicativo di una dimensione in cui il tempo non è solo un susseguirsi di passato, presente e futuro, ma una stratificazione di tradizioni, eventi, luoghi e relazioni destinati a rinnovarsi, ma mai a scomparire. 

«Le opere in mostra – osserva Polina Bosca – non sono pensate come presenze concluse e immutabili, ma come elementi in dialogo con il contesto che le accoglie. Il loro significato si costruisce attraverso il rapporto con il luogo, con la storia della villa e con i processi naturali che nel tempo vi intervengono. Come la vite che cresce affidandosi al proprio tutore, anche l’opera trova la propria forma nella relazione: non un oggetto statico, ma un organismo aperto al cambiamento e alla continuità».

A completare il progetto è l’iniziativa Archivio Futuro, diretta da Benedetta Donato e fortemente voluta dalla direttrice artistica di PALAZZOIRREALE Diana Berti. Si tratta di un progetto fotografico di documentazione, attraverso l’obiettivo di autori ogni volta diversi, dell’evoluzione di PALAZZOIRREALE e dei progetti che vengono ospitati. Lo scopo è la creazione di un archivio dinamico, da qui l’ossimoro “archivio” “futuro”, in grado di interpretare l’identità dello spazio e delle persone che lo attraversano.


Frammenti di durata 
a cura di Maria Chiara Valacchi
20 settembre 2026 – 25 ottobre 2026
PALAZZOIRREALE – Via Luigi Bosca 2, Canelli


www.palazzoirreale.com
@palazzoirreale.monferrato


Immagine di copertina: Frammenti di durata, exhibition view, PALAZZOIRREALE, Canelli, 2026, ph. Francesca Cirilli


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