Nel cuore della sponda occidentale del lago di Como, Villa Carlotta è da oltre tre secoli un luogo in cui arte e natura dialogano in perfetta armonia. Quest’anno, nella cornice incantevole dei suoi giardini storici e delle sale museali, è stata inaugurata una nuova e toccante rassegna di arte contemporanea: To the women who are not allowed to fulfill their dreams! A tutte quelle donne a cui non è permesso realizzare i propri sogni!, un doppio intervento – uno effimero e uno permanente – ideato e realizzato dall’artista Maria Dompè con la curatela di Elena Di Raddo.
Promosso dall’Ente Villa Carlotta, il progetto nasce in continuità con il programma di valorizzazione del parco storico, sostenuto dal PNRR , con fondi europei NextGenerationEU. In particolare, l’intervento si inserisce nel più ampio progetto Un passo nel parco, un passo verso il futuro, che ha previsto importanti lavori di riqualificazione del comparto boschivo e agricolo del complesso.
Il percorso creativo di Maria Dompè si distingue da sempre per la capacità di fondere estetica, impegno civile ed energia vitale. Nelle sue opere, la ricerca del bello e dell’armonia va oltre i codici tradizionali delle arti visive, diventando esperienza spirituale e riflessione sociale. In questo progetto, l’artista marchigiana dedica la sua creazione a tutte le donne che non hanno la possibilità di realizzare i propri sogni, utilizzando come strumenti di lavoro i colori dell’India e i profumi del Giappone.
Il primo intervento, di natura effimera, ha avuto luogo nella Sala dei Gessi all’interno della Villa. Composto con petali di rose bianche, fiori del giardino, riso e frammenti di tessuto, il lavoro è stato realizzato in occasione dell’inaugurazione e si è consumato nel giro di pochi giorni, seguendo il ciclo naturale dei materiali. Il cuore del progetto è un cerchio aperto tracciato a terra, simbolo di un cammino che prosegue oltre, mai chiuso, come la speranza e la lotta per i diritti delle donne.
I tessuti utilizzati – frammenti bianchi di cotone indiano – sono stati lavorati in un workshop condotto da Maria Dompè con le studentesse del corso di Cultura Tessile dell’Accademia di Brera, guidato dalla prof.ssa Livia Crispolti. Disegni, ricami e scritte realizzate dalle ragazze riflettono sulla condizione femminile nel mondo, tra negazione dei diritti, violenze e discriminazioni.
Il linguaggio scelto dall’artista non è mai esplicito o aggressivo, ma avvolgente, sensibile e armonico. I tessuti ricordano i sari bianchi delle vedove indiane, costrette in alcune caste ad annullare la propria identità dopo la morte del marito. Il rosso dei petali ai margini della composizione si fonde nel blu delle ortensie al centro: un passaggio simbolico verso l’armonia spirituale e cosmica.
L’installazione è anche esperienza: l’incenso e i canti gregoriani, modificati con l’aggiunta di suoni della natura, trascinano lo spettatore in una dimensione spirituale, accompagnandolo fino alla purezza e alla liberazione incarnati nel cuore dell’opera.
Il secondo intervento, permanente, si colloca all’aperto, in una zona recentemente riqualificata del parco, tra il giardino e il bosco. Qui Dompè ha progettato un giardino d’artista in collaborazione con i giardinieri di Villa Carlotta, coordinati dalla direttrice Maria Angela Previtera. Si tratta di uno spazio raccolto e meditativo, racchiuso in una struttura scultorea leggera che richiama i cesti per la raccolta dei bulbi e dei fiori. Le specie vegetali sono state selezionate con cura, secondo criteri estetici ma anche botanici, rispettando le condizioni climatiche e luminose del luogo. Un giardino in fiore tutto l’anno, è questo l’obiettivo del lavoro, possibile grazie alla scelta di piante che crescono in stagioni diverse.
Il disegno del giardino, segnato da linee in acciaio corten, definisce un percorso simbolico che si intreccia con gli antichi sentieri tracciati dai proprietari della villa tra il Settecento e il Novecento, in un luogo dove l’armonia tra uomo e natura diventa metafora della ricerca interiore.
Un legame profondo connette questo giardino alla figura di Carlotta, a cui la Villa deve il suo nome. Anche a lei, come a molte altre donne nel passato e nel presente, non fu concesso di realizzare appieno i propri sogni a causa della morte prematura. Il progetto porta al centro la dimensione del femminile e il valore dei sogni, della loro tutela e del loro rispetto, in un luogo in cui la presenza e il ruolo della donna sono stati determinanti nel tempo.
La forza del lavoro di Maria Dompè risiede nella sua capacità di attivare un’esperienza relazionale e immersiva. Lo spettatore è chiamato a entrare in un luogo di bellezza e silenzio, in cui l’arte diventa possibilità di ascolto e dialogo interiore. Un giardino da attraversare e contemplare, dedicato a tutte quelle donne a cui, ancora oggi, è negata la possibilità di sognare e di realizzarsi. Un labirinto che non confonde, ma orienta: verso sé stessi, verso la memoria, verso un futuro in cui i sogni abbiano il diritto di fiorire.
Maria Dompè
To the women who are not allowed to fulfill their dreams!
A cura di Elena Di Raddo
dal 26 giugno 2025
Villa Carlotta, via Regina, 2, Tramezzina (CO)
www.villacarlotta.it
@villacarlotta_lakecomo
Immagine di copertina: Maria Dompè, To the women who are not allowed to fulfill their dreams!, installation view, Villa Carlotta, Tramezzina, 2025 – Courtesy l’artista e Villa Carlotta
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