La storia dell’inimicizia tra John Constable (1776-1837) e Joseph Mallord William Turner (1775-1851) è più che altro una leggenda. Un modo per cavalcare l’onda del successo si dirà, una nomea o poco più.
La verità, in principio e in fine, è tutt’altra, invece, ed è molto semplice. Malgrado la condivisione di un’epoca (quella particolarissima del Romanticismo inglese) i due avevano una modalità pittorica che era solamente diversa, per non dire opposta. La grande mostra Turner and Constable: Rivals and Originals proposta dalla Tate Britain di Londra (27 novembre 2025-12 aprile 2026) deve tutto non tanto a un presunto conflitto, giacché i due storici pittori negli anni Trenta dell’Ottocento avevano già raggiunto il loro giusto successo. Eppure il divario esiste nel solco di un’origine che, nondimeno, può dirsi comune. È una questione di radice, pertanto, che li vede prendere sin da subito ramificazioni per nulla condivisibili reciprocamente. Se di Turner è infatti proprio un approccio empirico al quadro, Constable rientra nella statura scientifica della pittura. Due estremi che, tuttavia, valsero ad apportare apici rimarchevoli alla percezione del paesaggio e della natura in senso stretto, ora tradotte su tela. In oltre 170 dipinti e opere su carta rimangono impressi i criteri estetici dell’uno e dell’altro. Ancorato alla sua personale vicenda umana, Constable deve molto al territorio e alle ambientazioni a lui familiari; alla contea di Suffolk, ai panorami della Dedham Vale e del fiume Stour. Disegnava all’esterno con scrupolo, cercando la luminosità necessaria per conferire col colore brillantezza ai dipinti. “La pittura è una scienza che deve essere praticata come una ricerca sulle leggi della natura”, aveva detto concependo l’ars pingendi come “una branca della filosofia naturale, di cui i quadri non sono altro che esperimenti”. Le nuvole e i cieli ne sono un esempio – tanto da essere messi in rapporto alla quantità innumerevole di disegni sul tema che spesso realizzava – poiché elementi necessari, alla comprensione emotiva dell’insieme – Cloud Study (with birds), 1821; Salisbury Cathedral from the Meadows, 1829.
Sebbene il termine romantico fu inizialmente usato secondo un’accezione negativa per tutto ciò che era rappresentazione pittoresca, il giro di boa d’inizio XIX secolo porta a rileggerlo come sintesi di un’era che, per quanto breve, sarebbe stata considerata, da lì in poi, in senso avveniristico. Turner, di quel termine sembra incarnare tutta l’etimologia. Sfuggente, svia ogni sorta di classificazione. Incontrollata, la sua pittura non è né chiusa né tantomeno finita alla maniera di Constable. Ne è letteralmente l’opposto. Emotiva, in quanto mossa, ed empirica, come si è detto, quale esperienza diretta dalla doppia faccia: esperienza del pittore e della sua percezione, connaturata e indistinta dall’esperienza estetica della pittura. Turner dipinge ciò di cui fa esperienza (non traduce o cerca di tradurre in termini scientifici ciò che vede). Viaggia molto in tutta Europa, realizza schizzi, trova modi nuovi di applicazione della pittura per rendere, secondo una specifica messa in forma, l’impulsività e la forza della natura o di un evento. Non solo una tempesta, in fin dei conti, ma un incendio, come The burning of the Houses of Lords and Commons. Sfida il sistema tradizionale arrivando a superare la convenzione della rappresentazione. Giungendo perfino a restituzioni visive di puro colore che scemano via via fino alla non visibilità o riconoscibilità dei secondi piani e degli sfondi – The Decline of the Carthaginian Empire, 1817 ca.; Regulus, 1828. Anch’egli è figlio del suo tempo, con quella spinta anticipatrice dovuta a uno sguardo sul futuro, a mezzo di una resa che preannuncia la fine del secolo. Constable vive dello stesso Romanticismo. Rende da sé l’insieme emotivo di una veduta che permane con la coda dell’occhio nella memoria della descrizione precisa e meticolosa. Sulla scia di una critica che li voleva rivali, nel 1831 Constable affianca nella prestigiosa Royal Academy un suo dipinto a uno di Turner. Nel raffronto di un contesto comune, si ritrovavano fianco a fianco come gli opposti di una medesima origine. I due dipinti, erano “fuoco e acqua”, avrebbe detto.
Immagine di copertina: Installation view of John Constable cloud studies A study of high clouds (1821), Study of Clouds (1822), Cloud Study (1821) and Cloud Study, Hampstead, Tree at Right (1821) in Turner and Constable: Rivals and Originals at Tate Britain. Photo © Tate Photography (Yili Liu)
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