Quest’anno è l’anno dell’Impressionismo e sono dedicate all’artista Berthe Morisot due mostre molto importanti: Berthe Morisot. Pittrice impressionista, dal 16 ottobre 2024 al 9 marzo 2025 presso la GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, e Impression, Morisot allestita nell’Appartamento del Doge del Palazzo Ducale di Genova dal 11 ottobre 2024 al 23 febbraio 2025, organizzata in collaborazione con il Museo di Belle Arti di Nizza.
Le mostre restituiscono, con la molteplicità delle opere esposte, la giusta considerazione alla nostra Signora dell’Impressionismo, Maestra di colore e luce.
Berthe Morisot è stata una grande interprete dell’Impressionismo, per troppo tempo trascurata e ricordata per la sua vicinanza con Manet, che l’ha idealizzata nei suoi dipinti come musa ispiratrice. In realtà, il rapporto che l’artista ebbe col grande Maestro fu un rapporto di stima, vicinanza, anche di sentimento, ma da un punto di vista pittorico assolutamente paritetico: ognuno attingeva dall’estro dell’altro in egual misura anche se, in effetti, Manet contribuì a inserire Berthe nel gruppo del movimento impressionista facendola partecipare alle grandi mostre. Nel 1874 prese parte all’esposizione alternativa allestita nello studio del fotografo Nadar, esponendo undici quadri. L’evento ebbe una grande risonanza nel mondo nell’arte, suscitando lo sdegno degli intellettuali per la partecipazione di una donna, cosa inaudita in quel periodo. Nonostante tutto le opere di Morisot furono dai più apprezzate per la sottile vena poetica. Nel 1873 insieme a Monet, Pissarro, Sisley, Degas, Renoir (che la ritrasse in un celebre dipinto) fondò il movimento impressionista di cui fu una delle pochissime interpreti femminili e sicuramente la più meritevole di nota.

Berthe Morisot nacque nel 1841 a Bourges, in Francia, da un’agiata famiglia borghese; il padre incentivò in lei e le sue sorelle l’amore per la cultura, e anche la madre che, tra l’altro, era pronipote del famoso Fragonard: per questo si dice che Berthe sia figlia d’arte.
La vita culturale della famiglia iniziò quando nel 1851 si trasferirono a Passy, all’epoca uno dei più rinomati centri d’arte francesi e non solo, animata dai grandi personaggi dell’epoca che frequentavano il salotto Morisot, stimolati dal fermento culturale che gravitava intorno a questa famiglia impegnata e colta.
Fu in questo periodo che in Berthe si accese la fiamma passionale della pittura; avrebbe voluto frequentare l’Académie des Beaux Arts ma in quegli anni la stessa era inaccessibile alle donne; quindi, si affidò alla guida di artisti di talento come Chocarne e poi Guichard, allievo di Ingres, convertitosi alla maniera romantica di Delacroix, e in seguito seguì Oudinot. Ma fu Corot che la spinse a cambiare, invogliandola a dipingere dal vivo, en plein air, a diretto contatto con la natura, per una ricerca cromatica e di luce completamente diversa.
Il momento determinante, che costituì la svolta nella sua pittura, fu l’incontro al Louvre con Edouard Manet. I due si piacquero da subito, subendo l’uno il fascino dell’altro. Manet, folgorato e di lei invaghito, così la descrisse: “Ragazza riservata che parla a voce bassa, sottile come un giunco, occhi neri e profondi, che ama vestirsi di nero e all’ultima moda e legge romanzi in voga”. Manet, ahimè, era un uomo sposato e nonostante i pettegolezzi il loro rapporto si nutrì di stima e ammirazione reciproca; Berthe divenne la sua musa ispiratrice, icona di tanti quadri, ritratta ben undici volte come ne Il Balcone, Berthe Morisot con il ventaglio e in Berthe Morisot con un mazzo di violette.
Berthe sposò il fratello di Edouard Manet, Eugène. Fu un matrimonio felice, coronato dalla nascita della figlia Julie, alla quale dedicò il suo dipinto più celebre La Culla. Il matrimonio per lei fu importante sia da un punto di vista affettivo sia dal lato artistico, perché la sicurezza e la gioia familiare diedero un nuovo impulso poetico alla sua pittura; fu in quel periodo che si unì agli altri artisti impressionisti fondando insieme la Società Anonima Cooperativa di pittori, scultori, incisori e litografi. Col tempo Berthe divenne una pittrice di spicco tra gli impressionisti e alla morte del marito la sua casa divenne un punto di ritrovo per artisti e intellettuali.

Berthe Morisot divenne un modello di indipendenza, di tenacia e di talento anche tra i colleghi maschi, cosa veramente notevole nell’epoca in cui le donne erano considerate al di sotto degli uomini. Avere un tale risalto era cosa molto rara, anzi unica, ma la personalità di Berthe era tale da non porre ostacoli sulla sua strada e soprattutto alla sua arte. Caratterizzata da uno stile sciolto e sfumato, riusciva a conferire alle opere immediatezza e spontaneità.
“Nessuno rappresenta l’impressionismo con un talento più raffinato e con maggiore autorità”, dirà Gustave Geoffrey nel 1881.
Famosi i suoi dipinti en plein air che catturano la luce dando una cromia speciale ai paesaggi e alle figure femminili, alle quali si dedicò molto, con grande penetrazione psicologica. Dato il maschilismo imperante, non poteva esporsi troppo a lungo all’esterno, quindi preferiva spesso dedicarsi agli interni e alle scene casalinghe, attività svolta sempre con serietà e introspezione, forse grazie all’influenza di amici letterati come Mallarmé.
Nel febbraio del 1895 Berthe si ammalò dapprima non gravemente, poi il sopraggiungere di una polmonite segnò la fine dei suoi giorni a soli cinquantaquattro anni. Fece in tempo ad affidare la figlia Julie al suo amico Mallarmé e a donare molte delle sue opere agli amici più cari. Fu sepolta nella tomba di famiglia di Manet. Nel suo epitaffio non ci sarà alcun cenno alla sua arte.
Immagine di copertina: Berthe Morisot, Il giardino di Bougival, 1884, Musée Marmottan Monet, Paris – Courtesy GAM Torino