The rime of the ancient mariner – La ballata del vecchio marinaio di S.T. Coleridge è un testo considerato il manifesto del romanticismo inglese che racconta del rapporto tra uomo e natura.
Nella prima parte del poema, il vecchio marinaio, dopo una tempesta, scorge un albatro che segue la nave e, riconoscendolo come il responsabile del drammatico evento naturale, lo uccide.
Nella seconda parte delle rime, quel marinaio inizia a riflettere sulla sua condotta anche perché la sua nave sarà popolata da gente affamata e assetata, ed egli avvertirà questa invasione come una sorta di punizione per la sua azione.
La ballata del vecchio marinaio porta il lettore, insieme al protagonista, a un processo di acquisizione della consapevolezza di dover trovare un rapporto equilibrato tra essere umano e natura.
Solo se l’uomo ama la natura, la natura amerà l’uomo.
La bianca imbarcazione rovesciata collocata da Cosima Von Bonin nel garage dei primi del Novecento ove è situato lo spazio espositivo di Ordet, in Via Filippino Lippi n. 4 a Milano, evoca l’oceano illimitato di Coleridge, il sole di quel mare e la luna delle notti di solitudine di quel marinaio.
Si tratta di un’imbarcazione rovesciata ma intatta, un “oggetto di osservazione (Anschauungsobjekt, 2001)”.
È un’imbarcazione “da meditazione”, spiaggiata ma non squarciata.
L’artista oggi (come il poeta ieri) sembra trasmetterci simbologie che suggeriscono la medesima riflessione, l’equilibrio nel rapporto uomo – natura.
Non è stato facile, ci racconta Edoardo Bonaspetti, anima e cuore di Ordet, far arrivare questa imbarcazione, e neppure collocarla nel garage ma in fondo ogni progetto ambizioso, ogni sfida carica di idealità, comporta un impegno importante.
All’interno del garage, attraverso una rampa che ricorda il tetto del Lingotto di Torino, un’opera ironica che riproduce un’insegna di un hotel di Agadir ove Cosima ha inserito, insieme al disegno della compagna del perfido Daffy Duck, la palma che l’artista porterà nei festoni che adorneranno la prossima edizione di Kassel: ironia e cinismo.
Raggiungiamo il mezzanino dal quale possiamo percepire anche la struttura metallica che ci sovrasta interamente, recuperata grazie al progetto di ristrutturazione di Ballabio & Bava e, in un’atmosfera sospesa e rarefatta, tra le sedie da lettura delle forze armate tedesche, cerchiamo di dialogare con una piccola balenottera.
L’opera ha un titolo misterioso Alpha più Mente, Gamma meno Morale (Alpha Plus Mind, Gamma Minus Morals (Mae Day 10), 2024). In verità ancora una volta la percezione è quella di imbatterci in un lavoro dal contenuto esistenzialista, quasi che quella buffa creatura marina, per un attimo, possa diventare il nostro “analista”, il soggetto che raccoglie le nostre confidenze intime e con il suo silenzio ci indirizza verso “la strada giusta”, quella che in fondo anche noi conosciamo.
Freud ma in qualche modo anche Yung rappresentati in maniera performativa e ironica.
Cosima mettendo in scena questa “pigra resistenza”, senza perdere una dimensione di riflessione esistenziale, ci invita a giocare con la nostra immaginazione, consapevoli dell’importanza di mantenere il timone orientato verso l’impegno critico.
La “strada giusta”, l’ironia, il senso critico ma soprattutto un idealismo puro che rasenta l’utopia sono gli ingredienti del progetto Ordet di Edoardo Bonaspetti, che non si esaurisce nello sforzo di esporre l’arte attraverso nuove modalità grazie alla volontà di trasmettere contenuti di sperimentazione contemporanea attraverso la casa editrice Lenz Press.
Il bookshop si trova sempre in Via Filippino Lippi n. 10, a pochi passi dal garage di Ordet.
Intorno a Ordet e Lenz Press una comunità di amici, mecenati e artisti, che credono in un progetto che proprio come nell’idealismo utopista è completamente “no profit”.
Scampati alla tempesta turbolenta di un sistema dell’arte mainstream – quindi – oggi, come l’anziano marinaio di Coleridge, ritroviamo la “strada giusta” nel rapporto con l’arte da Ordet.
Immagine di copertina: Cosima von Bonin, Alpha Plus Mind, Gamma Minus Morals (Mae Day 10), 2024. Installation view, Cosima von Bonin, Ordet, Milan, 2025 – Courtesy the artist and Galerie Neu, Berlin. Photo Nicola Gnesi”
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