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Luca Tommasi

 

Quando l’arte contemporanea si fonde con l’architettura antica

 

“Bramante ha creato uno spazio che univa funzione e bellezza, quindi il mio lavoro si muove all’interno della sua visione, dacché gli spettatori possono camminare sulla mia scala.”

Ian Davenport

 

Nell’incantevole location del Chiostro del Bramante a Roma, va in scena fino all’8 gennaio 2023, la mostra collettiva “Crazy – La follia nell’arte contemporanea”, curata da Danilo Eccher. La mostra riunisce 21 artisti internazionali le cui installazioni, undici site specific inedite, occupano gli spazi interni ed esterni del celebre chiostro rinascimentale.

Fra le opere più vibranti risulta sicuramente la “Poured Staircase” di Ian Davenport, il celebre artista inglese che già aveva allestito un’opera di arte ambientale in Italia alla Biennale di Venezia del 2017, quando aveva realizzato “Giardini Colourfall”. Questa nuova opera consta di una coloratissima colatura di pittura che dal piano nobile del museo giunge al cortile, ricoprendo interamente i gradini di una delle scale di accesso. Abbiamo colto l’occasione della mostra per rivolgere alcune domande all’artista circa il suo rapporto con l’arte pubblica.

 

Come è nata l’idea della “Poured Staircase” a Roma?

“Sono stato invitato da Danilo Eccher a visitare il Chiostro del Bramante a Roma. Voleva che gli presentassi diverse proposte per il museo. Danilo stava allestendo una mostra collettiva di artisti che avrebbe occupato tutto l’edificio intitolata ‘Crazy’. Mi ha suggerito di lavorare su un’installazione site specific che in qualche modo incorporasse la scala centrale del Chiostro. Inizialmente volevo dipingere direttamente sulle pareti intorno alla scala, un murale o un affresco del 21° secolo, ispirato all’affresco raffaelliano delle Sibille nella cappella vicina.

Durante il lockdown, ho iniziato a rivedere quell’idea e ho pensato che sarebbe stato più interessante fare un lavoro sulle scale, per esplorare i piani verticali e orizzontali di ogni gradino. L’installazione avrebbe previsto anche che una parte di pittura sarebbe confluita eccezionalmente nell’area del cortile del museo. Abbiamo fatto alcuni mock up digitali e li abbiamo inviati a Roma e a loro è piaciuta molto questa idea. Questo è stato fondamentalmente il punto di partenza.”

 

Ian Davenport
Ian Davenport, Bramante Colourfall (Poured Staircase), 2021 © Ian Davenport Studio, Photography by Prudence Cuming Associates

 

Cosa significa relazionarsi con un’architettura antica per te che pratichi l’arte astratta contemporanea?

“Realizzare un’opera d’arte che si relazionasse con l’architettura rinascimentale, progettata da Donato Bramante, è stata un’occasione straordinaria. Il fatto che si potesse fare un’installazione che fosse contemporanea, in un edificio che ha cinquecento anni, è stato stimolante e molto eccitante. Mi è piaciuto il contrasto tra l’antica scala usurata, la sua storia e la patina della pietra, con la natura luminosa, fluida e dinamica della pittura colata.

È sempre sorprendente vedere la giustapposizione di un’opera d’arte contemporanea che abita lo spazio di un’architettura così antica, in quanto ci aiuta a vedere come il canone della storia dell’arte sia evoluto e reinterpretato. Bramante ha creato uno spazio che univa funzione e bellezza, quindi il mio lavoro si muove all’interno della sua visione, dacché gli spettatori possono camminare sulla mia scala.”

 

Nel 1988 sei stato tra i fondatori del movimento degli Young British Artists, le cui caratteristiche erano principalmente lavorare su grandi formati e con tattiche shock per attirare l’attenzione. C’è qualcosa di quell’esperienza in queste tue realizzazioni?

“Penso che le tattiche shock che stai descrivendo fossero in realtà di un periodo successivo, degli anni novanta, e furono sinonimo della mostra “Sensation” (1997). Gli artisti che ho conosciuto al Goldsmiths College, hanno esplorato, a mio avviso, un senso molto diverso della pratica artistica. Spesso gli studenti facevano riferimento al…

 

 

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