Fino al 18 aprile 2026, Atipografia presenta, negli storici spazi espostivi di Arzignano, L’ombra delle lucciole, progetto espositivo realizzato a cura di Alfonso Cariolato e Luigi de Marzi che mette in rapporto dialettico le ricerche estetiche e culturali di Mats Bergquist, Marco Tirelli, Silvia Inselvini e Loes van Roozendaal, evidenziandone i rapporti con il tema della luce come soglia dell’esserci.
Secondo capitolo di una trilogia avviata nel 2025 con Matermània/Matermanìa – mostra incentrata sulla maternità raccontata come prima esperienza di uscita dalla soggettività e di riconoscimento dell’altro che è parte di sé – il nuovo episodio esce dalla dicotomia luce e tenebra per presentare, in maniera critica, l’unità indistinta che precede la divisione creatrice, mostrando l’uomo in tutta la sua complessità, immerso in un presente pluridimensionale. Uomo come metaforica lucciola, insetto nobile che vive in quell’orizzonte osmotico fra necessaria illuminazione riproduttiva e fascino del calore protettivo e ambiguo delle tenebre.
Come osserva Cariolato: “L’arte non ha a che fare con la luce che illumina, quanto piuttosto con la creazione del mondo, con l’apparire delle cose, con il che è del mondo – quello che si chiama fenomenalità. Oppure, nei termini mutuati dalla metafisica e dall’estetici: non tanto lumen inteso come la luce che si riflette sugli oggetti e le superfici rendendoli percepibili, quanto piuttosto lux come condizione dell’apparire, farsi del visibile, creazione senza creatore”
Mats Bergquist, Marco Tirelli, Silvia Inselvini e Loes van Roozendaal
L’ombra delle lucciole
a cura di Alfonso Cariolato e Luigi de Marzi
20 febbraio 2026 – 18 aprile 2026
Atipografia, Arzignano (Vicenza)
www.atipografia.it
@atipografia
Immagine di copertina: L’ombra delle lucciole, exhibition view, Atipografia, Arzignano, 2026. Ph. Eleonora Vaccaretti
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