MEGA: come rivoluzionare il concetto di Fiera

MEGA Art Fair - TEAM Mattia Pozzoni (sx), Marta Orsola Sironi,Mauro Mattei (dx)- ph. Emanuele Finardi - courtesy MEGA Art Fair (1)
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Ho incontrato Marta Orsola Sironi, curatrice e storica dell’arte. Giovane, vivace, appassionata e piena d’energia positiva, Marta ha creato MEGA, la nuova fiera milanese, che ha catturato l’attenzione del pubblico e della critica. 


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Chi è Marta Orsola Sironi?

Il mio desiderio era fare l’Archeologa, ma mi sono laureata a Brera, con Martina Corgnati, che mi ha introdotta nel mondo dell’arte e mi ha trasmesso una tale passione che, non so come, in breve sono diventata curatrice di mostre e storica dell’arte.
All’inizio ho frequentato diversi artisti, ho seguito delle gallerie e mi sono ritrovata a scrivere per le persone che incontravo abitualmente a Brera.
La Storia dell’arte, l’Iconografia e l’Iconologia sono stati i tre fondamenti della mia cultura di base. La mia prima tesi di laurea l’ho fatta a Casa Boschi Di Stefano, luogo famoso a Milano per la sua collezione di pregio sul Realismo italiano.

Martina Corgnati e Maria Fratelli mi hanno affidato il compito di catalogare e riscoprire la storia della Scuola di Ceramica fondata da Marieda Di Stefano. In seguito, ho avuto il privilegio di seguire Martina in alcune sue mostre importanti come quella di Enrico Baj, collaborando anche alla stesura di vari cataloghi.

Un’altra esperienza formativa è avvenuta in occasione della mia seconda tesi di laurea, ho inventariato i beni della Galleria delle Ore a Brera, famosa per la sua partecipazione alla nascita del Realismo.
Sono laureata in Storia dell’Arte con una specializzazione in arte contemporanea, soprattutto relativa agli anni Cinquanta.

A Milano, insieme a due miei amici, un architetto e un artista, abbiamo aperto un grande spazio presso la Stazione Garibaldi, si chiamava co_atto, aveva ben 18 vetrine. Ogni vetrina l’abbiamo dedicata a un giovane artista, che abbiamo ospitato e supportato in tutti i modi, seguendo dalle pubblicazioni alle mostre, ed è in questo spazio che è nata la prima idea di fiera.

Come mai lei vive tra Londra e Milano?

Mio marito Mauro Mattei vive a Londra, è un commercialista con un’anima artistica. Mi sono unita a lui nella conduzione di un’agenzia di consulenza e curatela dove realizziamo vari progetti d’arte, collaborando sempre col nostro inseparabile socio Mattia Pozzoni.

Ho preferito vivere a Londra perché è una città dove il sistema dell’arte funziona meglio e si respira un forte senso di collaborazione e condivisione tra artisti e collezionisti, cosa che corrisponde col nostro modo di intendere l’arte. A Londra abbiamo avuto uno spazio che ci ha aperto a tante esperienze e ci ha dato la possibilità di conoscere diversi artisti, galleristi, curatori e collezionisti. In questo periodo ci divertiamo a fare meeting a casa nostra, dove i giovani talenti si confrontano con la nostra collezione. Facciamo progetti in giro per l’Europa, curiamo programmi d’arte per privati, per istituzioni, per gallerie o per collezionisti.

Nonostante la collaborazione con mio marito, amo salvaguardare un mio spazio personale curando progetti indipendenti; ne sto curando ora uno a Bologna. Sono anche Editor at Large e mi occupo delle relazioni internazionali per L’Essenziale Studio, magazine di arte contemporanea e design fondato a Milano da Luca De Stefano, che sta raggiungendo ottimi traguardi a livello internazionale.

Come nasce MEGA? Vuole essere un’alternativa a Miart?

Vuole essere qualcosa in più che offriamo alla città, qualcosa di diverso. Non c’è competizione con Miart, anzi c’è collaborazione, siamo spesso in contatto. La cosa che desideriamo è che MEGA diventi un punto di convivialità e di riferimento; ecco perché i nostri orari sono così lunghi, dalle dieci di mattina a mezzanotte: ci piacerebbe che MEGA diventasse un luogo di ritrovo dove godere di bellezza, di arte e di buon cibo.

Che mi dice di questo allestimento così inusuale per una fiera?

Abbiamo voluto creare qualcosa di diverso. Intanto lo spazio scelto è uno spazio da riscoprire, al quale dare nuova vita. L’esposizione è analoga a una mostra in galleria, senza stand e interruzioni. È un racconto continuo, può succedere che le opere di uno stesso gallerista siano distanti l’una dall’altra perché dialogano meglio in siti diversi.  Quest’anno Andrea Isola, il nostro exhibition designer, ha voluto che fosse protagonista la luce, ha realizzato delle strutture forate che creavano bellissime atmosfere valorizzando lo spazio e l’esposizione. Il nostro modello per la continuità espositiva è stata la fiera di Basilea: Basel Social Club.

Come funziona l’organizzazione della mostra?

Noi ci facciamo carico di tutto: i galleristi ci consegnano le opere e noi, e il nostro team, ci occupiamo dell’allestimento, della gestione, della cura e dell’eventuale vendita delle stesse. Il gallerista, volendo, può anche non essere presente. Il lavoro è estenuante, giriamo tutto il giorno e ci barcameniamo tra talk, video, proiezioni, eventi musicali, performance e tour con il pubblico.

MEGA è dedicata soltanto ai giovani?

Preferibilmente, selezioniamo gallerie che danno spazio e supporto ai giovani artisti, ma quest’anno abbiamo avuto due gallerie che hanno presentato dei progetti diversi, dove i giovani presenti si sono relazionati con affermati artisti di altra generazione come Mimmo Rotella, Emilio Tadini, Mario Schifano e Peter Dreher.

Marcel Joseph ha curato una sezione speciale mettendo a confronto gli artisti delle gallerie con altri provenienti da istituzioni, fondazioni o progetti d’arte. Era una mostra sulla moda e sul costume, un lavoro sull’identità individuale e collettiva di sole donne o queer. 

Chi può partecipare a MEGA?

Per la maggior parte, partecipano gallerie, soprattutto invitate da noi; ce ne sono tante inglesi perché è lì che abbiamo più contatti. Ciò che fa la differenza è il fatto che siamo aperti alla partecipazione di chi ha da proporre un progetto curatoriale valido, in linea col nostro format; siamo aperti agli spazi indipendenti e a progetti di art advisor e no profit.  

Quali sono le forme d’arte predilette dai giovani oggi?

I giovani si muovono tra tutti i media disponibili; la nostra fiera è stata quasi tutta di dipinti, sculture e video.

Prossima meta?

Sicuramente crescere come dice il nostro nome MEGA. È possibile che ci espanderemo in altre città, abbiamo parecchie richieste. Forse avremo collaborazioni con altri luoghi ma Milano non la lasceremo mai.


Immagine di copertina: MEGA Art Fair – TEAM Mattia Pozzoni (sx), Marta Orsola Sironi, Mauro Mattei (dx) – ph. Emanuele Finardi – Courtesy MEGA Art Fair


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