Fino al 31 dicembre 2026, i dinamici e impegnati spazi di Belìce/EpiCentro della Memoria Viva rendono omaggio a Philippe Berson attraverso il progetto immersivo e disturbante Mummie, realizzato a cura di Gaetano Costa in occasione di Gibellina Capitale dell’Arte Contemporanea 2026.
In aperto dialogo fra teatro, fotografia avvolgente e scultura, la ricerca dell’artista francese recentemente scomparso è letta partendo dallo stretto rapporto con la città di Palermo, dove vive per oltre venticinque anni e dove nasce la celebre installazione Cappuccini mon amour – ispirata alle Catacombe dei Cappuccini – opera che da contesto e pretesto al progetto espositivo attuale.
Un universo norie di materiali poveri e potenti come la terra, il bitume e i metalli prende forma mitica e misterica nel legame antropomorfo con ossa animali raccolte nella Sicilia rurale e segreta, dove natura selvaggia e simbolo si fondono verso una spiritualità concreta, che sfiora l’eresia.
Nelle opere in mostra, la seduzione sciamanica del male è placata da un sottile vena ironica e ludica, dove il sacro diviene parte del profano, in un’alternanza di presenze che raccontano nel suo profondo lo spirito barocco siciliano, dove eccessi della cucina e magra morte eternamente presente giocano e si sfidano.
In questo mondo meridiano, le “mummie appese” di Berson oscillano a metà strada fra le competenze di un gioielliere e il memento mori da luna park di un’epoca che ha spettacolarizzato la morte, e non sa più accogliertela con dovuta, ma mai doma, serietà.
Philippe Berson
Mummie
a cura di Gaetano Costa
20 aprile 2026 – 31 dicembre 2026
Belìce/EpiCentro della Memoria Viva, Gibellina
www.gibellina2026.it
@gibellina2026
Immagine di copertina: Installation view, Philippe Berson, Mummie, Belìce/EpiCentro della Memoria Viva, Gibellina, 2026
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