Tabula Plena e il programma educativo come pratica di libertà alla GAMeC di Bergamo

Fosbury Architecture e Claire Fontaine, Tabula Plena, veduta dell'installazione, GAMeC /Palazzo della Ragione, 2026, ph. Nicola Gnesi Studio, courtesy GAMeC
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Fino al 18 ottobre 2026, Palazzo della Ragione a Bergamo ospita Tabula Plena, ambizioso progetto espositivo e laboratoriale della GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea.

Ideata in collaborazione con il collettivo di architetti Fosbury Architecture e il duo artistico Claire Fontaine, l’iniziativa si inserisce nel macro-programma culturale Pedagogia della Speranza, che attraversa l’intera attività del museo per interrogarne il ruolo nel presente, ponendo l’educazione al centro della sua missione sociale e politica.

Il titolo dell’intervento affonda le proprie radici teoriche nel pensiero del celebre pedagogista brasiliano Paulo Freire. Nella sua visione, la pedagogia non è un processo nozionistico e unidirezionale in cui i soggetti assimilano passivamente le informazioni (la metafora della tabula rasa), ma un percorso di emancipazione attiva. In quest’ottica, il sapere non viene calato dall’alto da un’autorità monolitica, ma si costruisce collettivamente attraverso il dialogo e la collaborazione. Il progetto della GAMeC sposa questa filosofia, trasformando la frequentazione del museo in una vera e propria pratica di libertà.

Dietro alla complessità concettuale di Tabula Plena vi è una precisa visione istituzionale guidata dalla direzione artistica di Lorenzo Giusti. Per strutturare questo dispositivo metodologico, la direzione ha lavorato in stretta sinergia con il team curatoriale della GAMeC, composto da Sara Fumagalli, Valentina Gervasoni, Irene Guandalini, Sara Tonelli e Rachele Bellini. Questo approccio a più voci riflette perfettamente lo spirito orizzontale di Freire: la curatela stessa non si impone in modo dogmatico, ma agisce come uno strumento di mediazione e condivisione.

La Sala delle Capriate dello storico Palazzo della Ragione è stata completamente riconfigurata con una grande installazione site-specific progettata da Fosbury Architecture, collettivo che esplora la multidisciplinarità attraverso l’architettura. La struttura è un’opera aperta, abitabile e accogliente, concepita come una piattaforma laboratoriale permanente. I glifi e le immagini che la decorano sono rielaborazioni grafiche di disegni e storie nati dalla collaborazione con le scuole secondarie di Bergamo.

Mettendo in discussione il concetto stesso di museo contemporaneo – da luogo deputato alla sola conservazione a incubatore di confronto sulle rapide mutazioni sociali e tecnologiche –, la piattaforma si offre alla comunità come un’agorà aperta al dialogo collettivo. I visitatori sono chiamati a diventare co-autori dell’esperienza attraverso laboratori permanenti guidati da artisti e collettivi internazionali, ognuno invitato a scardinare la passività del pubblico: Claire Fontaine, Numero Cromatico, l’URPS e Adelita Husni Bey.

Il duo parigino Claire Fontaine interviene con un’installazione site-specific sospesa sopra la piattaforma. Cinque grandi sculture luminose a LED riproducono diverse varianti delle emoji del pianeta Terra, dello smartphone e del pacco regalo. L’opera ci ricorda che il mondo va guardato da diverse prospettive e che quella dello schermo, insufficiente, genera isolamento sociale. La defunzionalizzazione delle emoji, trasformate in light box tridimensionali, le rende ready-made universalmente riconoscibili, svelandone la pesantezza materiale.


Fosbury Architecture e Claire Fontaine, Tabula Plena, veduta dell'installazione, GAMeC /Palazzo della Ragione, 2026, ph. Nicola Gnesi Studio, courtesy GAMeC - Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo
Fosbury Architecture e Claire Fontaine, Tabula Plena, veduta dell’installazione, GAMeC /Palazzo della Ragione, 2026, ph. Nicola Gnesi Studio, courtesy GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo

Il pacco regalo, inoltre, introduce la dimensione del desiderio e delle logiche di consumo, invitando a disimparare gli automatismi quotidiani per aprire nuovi spazi di consapevolezza critica. All’interno della struttura, Numero Cromatico, collettivo focalizzato sul legame tra arte e neuroscienze, mette alla prova la mente dei visitatori. Combinando un insieme di tessere su lavagne magnetiche, i partecipanti costruiscono le proprie configurazioni algoritmiche. Il dispositivo stimola la percezione attiva del linguaggio e sottolinea come gli algoritmi non siano entità predeterminate, ma costruzioni umane frutto di scelte mirate.

La piattaforma ospita anche l’URPS (Ufficio Resurrezione Parole Smarrite) di Sabrina D’Alessandro, progetto che porta avanti la sua storica missione di “resurrezione” dei termini desueti della lingua italiana. Le parole rare o dimenticate diventano metafore politiche e poetiche. Attraverso il laboratorio permanente, l’URPS trasforma l’archeologia linguistica in una pratica collettiva di resistenza contro l’impoverimento del vocabolario contemporaneo, offrendo nuovi strumenti verbali per esprimere il cambiamento sociale.

Le narrazioni personali elaborate dal pubblico saranno raccolte in un archivio sonoro in continua evoluzione, fruibile da tutti.
In ultimo, l’intervento di Adelita Husni Bey, artista e pedagogista, porta all’interno di Tabula Plena la sua metodologia basata sull’anarco-pedagogia e sul teatro sperimentale. Attraverso workshop ed esercizi performativi collettivi, Husni Bey guida i partecipanti a esplorare i concetti di cittadinanza attiva, i conflitti sociali e le dinamiche di potere. L’installazione comprende trenta lemmi del dizionario che il visitatore è libero di scegliere e associare a un aneddoto della propria vita. I fogli vengono poi raccolti per creare un archivio di esperienze condiviso tra chi lascia e chi raccoglie.

Con Tabula Plena, la GAMeC di Bergamo compie un’operazione che supera la dimensione puramente estetica per abbracciare una radicale militanza culturale. Palazzo della Ragione si spoglia della sua storica solennità per farsi spazio pubblico orizzontale, dove l’opera d’arte non è più un oggetto da contemplare a distanza, quanto invece un reagente sociale.

Riscrivendo le regole del display museale attraverso la convergenza tra architettura, attivismo e linguaggio, il progetto trasforma i visitatori da consumatori di cultura a co-autori del cambiamento. Tabula Plena si impone così come un modello imprescindibile per l’istituzione museale del futuro, un luogo che accetta il rischio di abitare il presente, offrendo alla comunità una concreta pratica di libertà.


Fosbury Architecture and Claire Fontaine
Tabula Plena
04 Giugno 2026 – 18 ottobre 2026
Palazzo della Ragione, Bergamo


www.gamec.it
@gamec_bergamo


Immagine di copertina: Fosbury Architecture e Claire Fontaine, Tabula Plena, veduta dell’installazione, GAMeC /Palazzo della Ragione, 2026, ph. Nicola Gnesi Studio, courtesy GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo


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