Il silenzio del mondo nella pittura di Tegene Kunbi a Palazzo Bollani

Tegene Kunbi, Shapes of Silence, installation view, Padiglione Etiopia alla 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia. Foto Alice Zorzin _ Volcano Visual Studio
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Fino al 22 novembre, il Padiglione Etiopia alla 61. Biennale Arte di Venezia presenta, negli eleganti e materici spazi di Palazzo Bollani, Shapes of Silence, mostra che raccoglie i colori e il profondo legame con la materia di Tegene Kunbi.

Realizzato a cura di Abebaw Ayalew, il percorso espositivo offre al pubblico 30 recenti opere che, in sinergia con la tematica portante la rassegna lagunare, conducono al centro della riflessione etica ed estetica il concetto di silenzio, narrato nelle sue accezioni intime, sociali e politiche attraverso monumentali e coloratissime tele che dialogano con lo spazio espositivo in una sinfonia di assonanze e contrapposizioni cromatiche.

Se in Etiopia il silenzio vive in un’accezione di duale contrapposizione fra virtù da perseguire e sintomo di un mancanza da colmare, nelle opere polimateriche di Kunbi trova una sintesi elegante e tattile attraverso un fare potente che da doverosa importanza a una raccolta di virtù e storie minime, accese in ripetizioni di pattern e colori dominanti che costruiscono sul supporto monumentale la vivacità di una mappa creola.

Importante nelle opere è l’uso dei tessuti, nella cui sottile e distratta varietà sono insite profonde differenze culturali che conducono la pittura dal caldo abbraccio degli indumenti sacri e delle trame prodotte a mano dalla madre, al freddo e luccicante ripetersi dei rotoli industriali e dei materiali per materassi. Negli intrecci la storia di un popolo che conserva grandi tradizioni secolari, che rischiano di dissolversi nel dominio silenzioso della tecnica globale.

Come ricorda l’artista: “Nel mio lavoro, il silenzio è sia vissuto che praticato. In primo luogo, esiste all’interno della pittura stessa. Nella mia formazione artistica in Etiopia, l’astrazione è spesso considerata silenziosa perché non si conforma a un sistema linguistico di significato. Per me, l’astrazione apre uno spazio in cui il significato non è immediatamente fissato, dove la pittura resiste alla traduzione in linguaggio e dà forma al silenzio.
Il secondo aspetto è personale. Vivendo e lavorando in Europa, vivo il silenzio attraverso il corpo, dove la differenza è segnata dalla visibilità. A volte questo produce ipervisibilità; altre volte, una forma di cancellazione. In entrambi i casi, il silenzio non è l’assenza di voce, ma una condizione plasmata dal modo in cui si è visti e posizionati nello spazio pubblico
”. 


Tegene Kunbi
Shapes of Silence

a cura di Abebaw Ayalew, assistente curatore Yohannes Mulat Mekonnen
9 maggio 2026 – 22 novembre 2026
Padiglione Etiopia | Palazzo Bollani, Venezia


www.ethiopianpavilion.com
@ethiopianpavilion


Immagine di copertina: Tegene Kunbi, Shapes of Silence, installation view, Padiglione Etiopia alla 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia, 2026. Foto Alice Zorzin / Volcano Visual Studio


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