Fino al 6 settembre 2026, il Museo Rietberg di Zurigo presenta Quasi un paradiso. Fotografia dell’era coloniale nell’arte contemporanea, progetto espositivo che attraverso le opere di venti artisti internazionali provenienti da Africa, Americhe, Asia e Oceania propone una nuova lettura del patrimonio fotografico dell’epoca coloniale, che diviene raccoglitore intimo di storie private e collettive, documento storico aperto al confronto critico e alla riparazione.
Rifacendosi al pensiero della scrittrice nigeriana Chimamanda Ngozi Adichie – che ricorda: “Quando rifiutiamo la storia unica, quando ci rendiamo conto che non esiste mai una sola storia su un luogo qualsiasi, riconquistiamo una sorta di paradiso” – la mostra propone una narrazione plurale dove fotografie d’archivio, film, tessuti, installazioni e sculture danno voce a una galassia di vicende minime perdute da cui prende forma un’intera comunità coesa, che si sottrae dallo sguardo coloniale dominante facendo sentire con forza la propria voce.
Strutturata in quattro sezioni tematiche – Mutazioni, Confronto, Cura e In the Photo Fantastic – la mostra attiva come filo conduttore sotterraneo la vasta collezione di immagini – scattate in Africa e in Asia tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo – del Museum Rietberg, oggi messa in relazione dialettica con la ricerca di artisti nati fra la fine degli anni Sessanta e gli anni Novanta con l’intento di dare forza al riconoscimento collettivo di un passato che è stato troppo spesso raccontato da voci occidentali.
Quasi un paradiso. Fotografia dell’era coloniale nell’arte contemporanea
16 aprile 2026 – 06 settembre 2026
Museo Rietberg, Zurigo
www.rietberg.ch
@museumrietberg
Immagine di copertina: Installation view A Kind of Paradise, artist Tuli Mekondjo ©Museum Rietberg, Patrik Fuchs
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