Valerio Adami ha rappresentato, anche grazie alla esposizione esemplare nella bella e accurata mostra a Palazzo Reale a Milano, il paradigma perfetto della fusione ideale di arte e cultura, perseguito e vagheggiato fin dal Vasari.
“Adami pretende sapere e cultura da sé stesso, e dal suo pubblico”, afferma il critico e curatore Marco Meneguzzo, ed è da sottolineare ulteriormente che in tale sapienza, in tale cultura risiede anche e prima di tutto la maniera leggera e persuasiva, accattivante per ogni genere di pubblico, che l’artista bolognese ha escogitato quasi mezzo secolo fa, dopo un già lungo periodo di sperimentazione e reperimento dei linguaggi, e che lo rende ancora oggi un’icona distinta e precisa di un lunghissimo presente, il più lungo, probabilmente, della storia della civiltà, quello in cui viviamo noi contemporanei. E tuttavia, pure, Adami è nello stesso tempo (un tempo lunghissimo, appunto) il cronista puntuale che ha registrato ogni passaggio della contemporaneità, del pensiero che l’ha vitalizzata, degli uomini e delle donne che hanno contrassegnato l’evoluzione – sia pure in senso lineare, più che ascendente – dei sentimenti e delle idee, sommamente.
Valerio Adami è “pittore delle idee”, nella definizione precisa del curatore, in quanto traduttore, in segno e pittura (prima il segno, poi la pittura) di un mondo ideale scovato e percepito, indagato e rappresentato senza esitazione (anche i ripensamenti, nel giudizio critico ineccepibile del curatore, sono parti della definizione), mettendosi in caccia del pensiero e catturandolo in composizioni equilibrate e allo stesso modo emozionanti.

Ai lettori, non più pubblico possibile, quanto la mostra sarà esaurita, non resterà che compulsare il catalogo, ben orchestrato da Skyra e rigorosamente impaginato sulla regola dell’Archivio Adami. Ma è davvero nell’esercizio diligente della memoria che non si perde il gusto delle idee e dei loro percorsi nel passato delle nostre vite. Quei percorsi che hanno, del resto, informato e guidato le nostre esistenze contemporanee. Rileggendo Adami, prima che ammirarne il lavoro artistico, si rivede con spietata grazia chi siamo stati e chi siamo.
A partire dalle prime opere, imprecise nelle forme ma preveggenti sui contenuti, fino alle geometriche composizioni che esaltano scientificamente i contorni esatti del reale, e del surreale sottostante, perfino.
I personaggi della storia contemporanea, della politica, della scienza, della cultura e del pensiero, principalmente, sono colti, nella visione dell’artista, nella versione puntuale, inappuntabile, dell’entelechia, ovvero del pieno grado di espressione e valutazione della realtà che essi hanno rappresentato (immanente, potremmo aggiungere, a dispetto dei colti).
Insomma, per capirci, Valerio Adami è, nelle arti, ovvero nella realtà, la “copertina” del reale. Il primo, non falsificabile, non ingannevole, e non più oltre rinviabile, impatto con la verità delle cose.
Valerio Adami. Pittore di Idee
A cura di Marco Meneguzzo
17 luglio 2024 – 22 settembre 2024
Palazzo Reale, Piazza del Duomo 12 Milano
www.archiviovalerioadami.it | @archivio_valerioadami
www.palazzorealemilano.it | @palazzorealemilano
Immagine di copertina: Installation view ‘Valerio Adami. Pittore di Idee’, 2024, Palazzo Reale Milano, ph Gabriele Leonardi. Courtesy Archivio Valerio Adami
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